Come fai a non amare una pilota come Paola Cazzola, anzi UN PILOTA. Perchè un pilota è un pilota, non c'entra cosa c'è scritto all'anagrafe e Paola è un grandissimo pilota.
Passata dai fasti del Supercross in America alla velocità in Italia non più di 5 anni fa, si è permessa poche ore fa il lusso di vincere, prima donna in assoluto, la gara di Valllelunga della R6 Metzler Cup Yamaha.
Dire "ha vinto" sa di semplicità, di una semplicità quasi astratta. Raccontare come, rasenterebbe l'epica, perchè di battaglia all'ultimo sangue, o meglio, all'ultima curva, si è trattato.
Miglior tempo nelle libere del venerdì, poi quinta in qualifica, Paola si presentava oggi finalmente con la possibilità di andare a podio sul circuito che per il suo Team, il Pielle Moto Villa Sandra di Roma, è la pista di casa. Passata quest'anno dalle 1000cc dove ha imparato a guidare le moto in pista, alle 600cc molto diverse per leggerezza ed erogazione, Paola ha accettato ancora una volta una sfida difficile. E' una donna, ma ormai per tutti è il n° 33, uno spauracchio per chi crede alla differenza tra i sessi in moto; vedersi sverniciare da quella che potresti considerare una "zavorrina" da relegare al sedile posteriore è un problema solo per chi non la conosce. Pochi per la verità, perchè in cinque anni il rispetto per il suo talento è ormai una consuetudine tra tutti i piloti, siano essi professionisti o amatori.
Oggi non l'ha fermata nemmeno la pioggia, che ha bagnato la pista poco prima della sua gara. Le condizioni difficili dell'asfalto non l'hanno bloccata, nè la differenza nella scelta di gomme che, a macchia di leopardo, si notava in griglia tra i concorrenti.
Paola è un vero animale da gara, il confronto diretto la esalta, le "chiude la vena" ma in modo positivo; è un pilota molto "consistent", una che sotto pressione dà il meglio.
Partenza e come al solito dalla seconda fila sfrutta l'esperienza da crossista (dove si parte tutti insieme) e balza in testa per poche curve: poi inizia la battaglia con gli avversari sull'asfalto semi-bagnato. La superano, li ri-supera e conduce le danze per 6 giri. Dietro si esaltano per rubarle la prima posizione, con tentativi anche duri ma sempre nel limite della correttezza, ai quali risponde con la stessa moneta. Fino a che al settimo dei dodici giri perde la leadership, ma resiste seconda combattendo su ogni metro. Al comando si alternano ben tre diversi piloti: qualcuno, con gomme slick, sembra poter prendere il largo, mentre Paola e quelli con le rain come lei, cercano ancora traiettorie "umide" per non finire gli pneumatici prima del tempo. In quattro si scambiano le posizioni sempre racchiusi in pochi decdimi e per Paola Cazzola questa è la condizione più esaltante. Esagera il n° 100 Celestini per tenere dietro gli altri e scivola; Casalotti gli subentra ma perde quasi subito il primo posto e finisce terzo; Avanzi ingaggia una lotta furibonda con la vicentina e passa quindi in testa.
Il tutto succede tra sorpassi al limite ed una lotta incredibile tra i contendenti.
I primi tre potrebbero accontentarsi del podio, visto che il quarto è a più di trenta secondi; Paola potrebbe e forse dovrebbe accontentarsi di un podio che, viste le prime gare in categoria su piste sconosciute come Monza o in condizioni difficili come a Misano, suonerebbe comunque come un grandissimo risultato.
Paola però non è quel tipo di pilota: il suo idolo è Schwantz, il suo credo è provarci fino all'ultimo, il suo scopo è vincere e divertire, nella sua testa e nel suo polso destro c'è solo il bersaglio n° 1.
Dal pubblico ad un tratto sale l'ennesima ovazione, quella che l'ha accompagnata ad ogni sorpasso, il suo premio pìù bello: a poche curve dalla fine dell'ultimo giro, con una staccata da blocco coronarico passa in testa, guadagna circa 50 metri di vantaggio e va a vincere con il best lap della gara, 1.56.257, mentre gli uomini del suo team vanno completamente "fuori di testa" dalla gioia!!
Questa è Paola: un pilota che dà grandissime emozioni e...un rischio di infarto a tutti quelli che la seguono con tantissimo affetto.
Vallelunga è ai suoi piedi.
Nuovamente nella storia quindi.
Dopo il Wonder Team in Usa, il Supermotard, le Aquabike, il primo titolo italiano femminile regalato alla Ducati ed il primo titolo Europeo, eccola, prima donna nella storia del Trofeo a vincere una gara.
Sedici anni di una carriera fatta di talento e coraggio, dove non si è mai risparmiata.
Lanciamo allora un'idea: ci piacerebbe leggere di un'offerta per essere la prima donna a disputare una gara nel mondiale Superbike.
Sarebbe il giusto premio: per quello che ci regala ed ha regalato al motociclismo, Paola Cazzola lo merita.
Certi che gli appassionati saranno tutti con lei.
Maurizio MAK Ottomano